N° 30

 

SOTTO IL VULCANO

 

(PARTE SECONDA)

 

        

SEATTLE BRUCIA?

 

Di Carlo Monni

 

 

1.

 

 

            Vediamo di fare il punto della situazione: il criminale psicopatico chiamato Firebrand ha letteralmente aperto delle bocche di lava nel suolo di Seattle, Stato di Washington. Tony Stark, nei panni di Iron Man è riuscito a spedire il supercriminale nella Elliot Bay, ma non è riuscito ad impedire la devastazione in cui sono rimasti coinvolti il suo amico Happy Hogan e due delle sue ex donne: Roxanne Gilbert e Rumiko Fujikawa. E tanto per rendere le cose più interessanti, un geyser di lava è emerso improvvisamente nel centro di Seattle scatenando una tsunami di fuoco.

            E questo non è che l’inizio.

 

            Tony Stark, nella sua armatura di Iron Man, osserva con orrore il getto di lava fusa che si alza, spinto da una pressione inimmaginabile, e sa che presto ricadrà sul terreno circostante. Per uno come Tony pensiero ed azione sono spesso un tutt’uno. Immediatamente afferra la Dottoressa Ramona Napier, eminente vulcanologa, nonché sua amica, e l’agente del F.B.S.A. presentatosi solo come Howell e si leva in volo appena in tempo. Cerca di non pensare a coloro che non hanno fatto in tempo a sfuggire all’onda distruttrice. Razionalmente sa che non avrebbe mai potuto salvarli tutti, ma ciò non gli impedisce di provare una rabbia sorda verso l’autore di quest’inferno: Firebrand. Se, come pensa, è ancora vivo, gli farà pagar care le morti le sofferenze che ha causato.

            Mentre deposita Ramona e Howell al sicuro, Tony si sforza di non pensare alla sorte di altre due persone a cui è legato: Happy Hogan e Roxanne Gilbert. Da quanto ne sa sono rimasti entrambi feriti durante il primo attacco di Firebrand. Spera che non siano gravi… o che non sia accaduto il peggio.  Appena potrà deve avere loro notizie.

-È incredibile che quest’inferno sia stato causato da un solo uomo.- commenta l’Agente Speciale Howell mentre osserva la devastazione vicina.

<<Un solo uomo, ma con il potere di scatenare una forza quasi inarrestabile.>> è la secca risposta di Iron Man.

-Quando si gioca con le forze della natura non si sa mai cosa si può ottenere. Questo Firebrand può scatenare un potere incontrollabile al cui confronto le più devastanti eruzioni vulcaniche conosciute impallidiscono.- è il commento di Ramona Napier.

            Un pensiero decisamente poco consolante.

 

            Harborview Medical Center, nel quartiere di First Hill, uno dei più attrezzati centri medici dello Stato di Washington, nonché centro medico di riferimento anche per gli Stati di Alaska, Idaho e Montana. La sua posizione sopraelevata lo pone al riparo dall’attacco della lava. Nel corso delle ultime ore vi si sono riversate le vittime del disastro che ha colpito quella che viene chiamata la Città di Smeraldo

            Tra le vittime in questione ce ne sono almeno tre per cui Tony Stark ha un particolare interesse ed è sollevato quando ne trova una: Roxanne Gilbert, distesa su una branda con le braccia bendate.

-Roxie!- esclama Tony –Come stai?-

-Beh… sono viva.- risponde la giovane donna –Me la sono cavata con un po’ di ustioni superficiali ed un paio di costole rotte.

-Mi dispiace che ci si debba rivedere così, Roxie, davvero.-

            La donna tenta di sorridere, ma le esce solo una smorfia

-Sembra che ogni volta che tu vai da qualche parte, Tony, ci sia qualche supercriminale ansioso di seminare distruzione.- commenta -E questo, poi? Ha qualche legame con mio fratello?-[1]

-Beh … credo che tuo fratello sia stato la sua fonte d’ispirazione, per il resto è molto più pazzo e pericoloso.-

-Che pensiero consolante.-

-Beh, se non altro hai conservato il buonumore, il tuo carattere forte è sempre stata una cosa che mi piaceva di te.-

-Non abbastanza da far funzionare la nostra relazione, però. Credo che tu non ti sia nemmeno accorto che ti avevo lasciato-

-Credo di non avere scusanti, Roxie, ma potremo riparlarne in un altro momento? Stavo cercando Happy Hogan, l’hai visto?-

-Non l’ho più visto da quando quelle macerie infuocate ci sono cadute addosso. Quando mi sono risvegliata qui mi hanno detto che mi aveva protetto col suo corpo prendendo la maggior parte dell’impatto ed era grave. Dovevano operarlo.-

-Devo andare a cercarlo, devo sapere se sta bene. Scusami Roxie.-

-Fa pure, ti capisco… stavolta.-

            Tony si allontana lungo il corridoio. Deve trovare Happy, deve star bene. Con che faccia potrebbe tornare a New York e dirlo a Pepper? Aspetta, quella è la ragazza con cui Happy si vede ultimamente, Hannah Donleavy. Ma certo, lei è di Seattle, per un attimo l’aveva dimenticato.

-Miss Donleavy… sa qualcosa di Happy?-

            Hannah Donleavy lo guarda, i suoi occhi sono velati di lacrime e per un attimo Tony pensa al peggio.

-Io… io non lo so.- risponde la donna –Hanno detto che dovevano operarlo d’urgenza.. è dentro da… non lo so più… io…-

            Tony vorrebbe sapere cosa dire per rincuorarla, ma non ci riesce, poi, ecco che una porta si apre e ne esce un uomo in camice e la mascherina da chirurgo, che si toglie dal viso, fissa i presenti e comincia a parlare.

 

 

2.

 

 

                        Il volto di Pepper Potts sul video del cellulare è un misto di preoccupazione e sollievo.

<<Non ti nascondo, Tony, che ho avuto molta paura quando ho sentito le prime notizie da Seattle…>> dice <<...ma sono contenta di saper che stai bene… e anche Happy.>>

-Happy è vivo e per ora è ciò che conta. I medici assicurano che l’operazione è riuscita perfettamente e che la sua fibra robusta l’ha aiutato molto. Ora si tratta solo di aspettare che esca dal coma.-

<<Ce la farà, ne sono convinta… ma tu, come ti senti? Il Dottor Santini aveva raccomandato di evitare sforzi eccessivi per questi primi giorni e la battaglia con Firebrand…>>

-Va tutto bene Pepper, davvero. Riserva i tuoi istinti materni per il piccolo Andy, se non ti dispiace.- Una pausa, poi Tony riprende a parlare –Scusa Pep, è la tensione a farmi parlare così, non volevo…-

<< Lo so, non preoccuparti. Ora che intendi fare?>>

-Mi hanno chiamato per partecipare al team che deve studiare le contromisure..-

<<Oh, con quella Dottoressa Napier, giusto?>>

-Si, lei è l’esperta che le autorità hanno assunto, io la raggiungerò tra poco.-

<<Capisco. Mi raccomando, sta attento, io e Andy ti rivogliamo a casa sano e salvo, per non parlare di Kathy e degli altri che tengono a te.>>

-Tranquilla Pep, non intendo morire un’altra volta, tornerò a casa, te lo prometto.-

            Conclusa la conversazione Tony riflette per qualche istante, poi forma un certo numero della Contea di Los Angeles.

-

A New York la vita prosegue come al solito e quel che sta accadendo a Seattle è solo oggetto delle notizie televisive, come quelle trasmesse dal canale W.W.N. che in questo momento sono seguite da due peculiari membri del nostro alquanto variegato cast: il misterioso uomo conosciuto solo come Mr. King e la donna chiamata Justine Hammer

-Sembra che il nostro amico Tony Stark abbia una spiccata tendenza a trovarsi al centro di grossi guai.- commenta l’uomo

-Quel Firebrand è un vecchio nemico di Iron Man, se non sbaglio.- interviene Justine –Diciamo, più esattamente, una nuova versione di un vecchio nemico. In linguaggio informatico lo si chiamerebbe un upgrade.-

-Sembri molto informato su di lui.-

-Io sono sempre molto informato. “Sapere è potere” dicevano i saggi ed io ci ho sempre creduto ciecamente. E da quanto so di Tony, credo che lui ed il suo amico in armatura usciranno vittoriosi anche da questa crisi.-

-Sembra che tu lo conosca bene Tony Stark.-

L’uomo si concede un sogghigno:

-Lo conosco da molti anni, forse troppi. Già, ne è passato di tempo dall’ultima volta che ci siamo incontrati faccia a faccia e forse lui si è anche dimenticato di me… ma io non ho dimenticato lui ed il giuramento che feci a me stesso quando lasciai New York. Beh, ora sono tornato e sono pronto a dimostrargli che sono una forza che non può ignorare.-

-Sembra esserci qualcosa di personale tra di voi.- dice Justine.

-Oh, si, di molto personale e non vedo l’ora di vedere la faccia del caro Tony quando saprà che ci sono io dietro le sue ultime disgrazie, che sono io a possedere quasi la metà della sua amata REvolution. Sarà divertente, credimi… ma ora pensiamo ad altro. Domani sarà un gran giorno per noi, mia cara, il nostro accordo darà i suoi frutti e né tu, né tuo padre vi pentirete di avermi seguito.-

-Io ne sono già convinta.-

-Allora, mia cara Justine, brindiamo al futuro.-

 

.Un centro per la gestione delle emergenze da qualche parte a Seattle. Si sta facendo il punto della situazione. Tra i presenti: la Dottoressa Ramona Napier e Tony Stark.

-Le siamo grati di essere qui Mr. Stark.- lo accoglie il Sindaco –Le sue ben note capacità e la sua esperienza con minacce, ehm, fuori dall’ordinario, ci potranno essere molto utili, mi auguro.-

-Farò del mio meglio, signore.- è la risposta di Tony, che, poi, si rivolge a Ramona:

-Sei tu l’esperta di lava e vulcani, che cosa suggerisci?-

-Queste eruzioni non sono naturali.- risponde lei. –Qualcosa… il superpotere di Firebrand presumo, ha convogliato la lava nel sottosuolo di Seattle e l’ha spinta verso l’alto. Il primo passo è neutralizzare le forze che determinano il comportamento della lava, così cesseranno nuove eruzioni. Per quanto riguarda i fiumi di lava esistenti, il mio suggerimento è di convogliarli altrove..-

-Sembra un compito adatto a me… e ad Iron Man. Forse una serie di canali che convoglino tutta la lava in mare aperto…-

-No, non è consigliabile. Tutta quella lava in un solo colpo nell’oceano potrebbe provocare disastri ecologici.-

-Ipocriti! Non vi siete mai interessati all’ambiente prima, ma io vi farò imparare la lezione nel modo più duro.-

            La voce dura fa voltare tutti verso la finestra da cui proviene

-Firebrand!- esclama Tony.

-Non dirmi, Stark, che avevi sul serio creduto che il tuo servo mi avesse neutralizzato con quel trucchetto che non gli era già riuscito in passato?-

-A dire il vero, no….- replica Tony -… ma confesso che un po’ ci speravo. Allora cosa vuoi stavolta Firebrand? Stai, come al solito, seminando morte e distruzione mentre i tuoi soci della “Spada Fiammante” ne approfittano per compiere furti e rapine nella zona?-

-Silenzio! Non sto più con quei falliti che mi hanno già ingannato in passato, stavolta i miei scopi sono puri: portare il fuoco della purificazione sulla corruzione industriale, cominciando da questa città.-

<<Amico, lo sai che sei davvero schizzato?>> la voce elettronica risuona alle spalle di Firebrand ed appartiene ad una familiare figura in un’armatura color rosso ed oro.

-Iron Man!- esclama Firebrand –Immaginavo che non fossi troppo lontano da Stark e sono pronto a darti quel che ti meriti!-

<<Quello che mi merito è una lunga vacanza lontano da super pazzoidi come te, amico.>> replica Iron Man <<Quello che, invece, ti meriti tu, è questo!-

            Con un potente colpo del suo uniraggio Iron Man spinge lontano Firebrand e poi si lancia in volo nella sua direzione.

            Tony lo osserva sparire e si chiede se è stato saggio quello che ha fatto. Coinvolgere Carl Walker, ancora convalescente dopo lo scontro col Mandarino,[2] forse non è stata una mossa saggia, ma lui non poteva coordinare le misure d’emergenza e recitare contemporaneamente il ruolo di Iron Man e considerato che i suoi compagni Vendicatori sono dall’altra parte del continente e che la loro controparte della Costa Ovest è irrintracciabile[3] non c’era stata altra scelta. Inoltre questo allontana anche qualsiasi sospetto che lui stesso possa essere Iron Man. Naturalmente questo è un pensiero egoistico, ma non lo sono anche le sue vere motivazioni? Forse il vero motivo che lo ha spinto a chiedere aiuto e non affrontare direttamente la lotta è stata solo la paura che lo sforzo danneggiasse il suo cuore recentemente restaurato, ma ora non può permettersi simili pensieri: Carl se la caverà, non è esattamente un novellino dopotutto o, almeno questo è ciò che Tony continua a ripetersi.

 

 

3.

 

 

            Spinta dalla velocità dell’impatto la figura di Firebrand vola letteralmente attraverso il cielo di Seattle, almeno finché il criminale si riprende dallo stordimento abbastanza da riguadagnare il controllo della sua armatura, quindi il suo sguardo si rivolge alla figura rossa ed oro che lo sta seguendo ed è uno sguardo che non promette nulla di buono.

            Quanto all’uomo nell’armatura di Iron Man, ovvero Carl Walker, non può non chiedersi se è all’altezza di affrontare uno col potere di Firebrand. Non può negare a se stesso di avere paura, ma c’è una cosa che lo spaventa di più di Firebrand ed è il senso di esaltazione che prova ad indossare nuovamente un’armatura, una sensazione quasi intossicante di puro potere che risveglia in lui istinti che aveva sperato di tenere sotto controllo. È l’altra faccia del potere, quella che può corromperti, come già gli era accaduto quando aveva costruito l’armatura di Forza e da promettente ricercatore universitario era diventato un supercriminale spietato ed arrogante. Quei tempi erano passati, finiti, ora è un uomo nuovo, migliore e non…

            Distrarsi in questo genere di lavoro può essere fatale, come Carl Walker ha modo di ricordare quando un getto di lava lo avvolge facendogli perdere concentrazione e facendolo precipitare come una bruciante stella cadente.

 

            Non lontano da lì Tony Stark è al telefono con una persona con cui non è affatto facile dialogare: suo cugino Morgan.

-Ti ripeto, Morgan, che ho bisogno della Persefone è il solo veicolo che possa arrivare fin nel cuore del magma terrestre. Fissa tu il prezzo dell’affitto, lo pagherò di tasca mia immediatamente.-

<<Non ne dubito, Tony.>> replica Morgan ed a Tony sembra di cogliere una sfumatura divertita nella sua voice <<Non so se mi convenga mettere uno dei miei macchinari nelle mani della concorrenza.>>

-Per amor del cielo, Morgan, ho progettato io quel veicolo e potrei progettarne uno migliore entro stasera, se volessi, ma non c’è tempo: è la nostra sola speranza di eliminare il pericolo per Seattle e tu devi concedemela.-

<<Uhm, immagino che il Governo mi sarebbe molto grato se la Stark-Fujikawa contribuisse a sconfiggere una superminaccia e potrei ricevere ordinativi per Persefone. Va bene Tony, è tua.-

-Falla mandare dalla sede di Los Angeles alla Baintronics qui a Seattle ed avverti che io sarò la a riceverla.-

<<Cosa?>> interviene Sunset Bain che sta accanto a Morgan Stark <<Perché? Sono ancora io a capo di quella società e non ti permetto…>>

-Ho bisogno delle sue strutture per elaborare una difesa contro Firebrand. Non temere, Sunset, non ho interesse nella tua tecnologia e sono disposto a lasciarvi i diritti di sfruttamento di ogni cosa che dovessi inventare mentre sono lì.-

<<Uhm, a me sta bene.>> replica Morgan <<E tu che ne dici, Sunset?>>

            Il volto di Sunset Bain è una maschera di pietra mentre risponde:

<<Va bene.>>

            Non ci vuole un genio per capire che la prospettiva non le piace.

 

            In un primo momento la sensazione che l’uomo nell’armatura prova è puro e semplice panico: Carl Walker ricorda quando si trovò preso nel mezzo di ben tre esplosioni nucleari e sopravvisse a stento solo grazie all’armatura.[4] E se ha retto ad una potenza del genere che può farle della semplice lava? Già la sensazione di calore si sta attenuando ed il calore stesso è stato convertito in energia che l’armatura può utilizzare contro il suo avversario. Ripreso il controllo dei nervi Carl si concentra e riattiva i jet degli stivali, precipitandosi contro il suo avversario.

<<Tutto bene Carl?>> a parlare è stata la voce di Jocasta, l?Intelligenza Artificiale che sovrintende a tutto il sistema informatico di Tony Stark

-Direi di si, adesso Jocasta.- risponde Carl –Ne ho passate di peggio, dovresti saperlo.-

<<Mi fa piacere sentirti di buon umore Carl. Tony mi ha appena fatto sapere che devi tenere impegnato Firebrand mentre lui mette a punto un’arma in grado di neutralizzarlo.>>

-Tutto qui? Beh sta certa che ci metterò il mio impegno.-

            In quel momento Firebrand ha raggiunto il suo avversario

-Sei ancora qui? Dovresti aver capito ormai che non sei in grado di sconfiggermi.- gli si rivolge sprezzante.

<<Amico questa battuta era già vecchia quanto entrambi avevamo i calzoni corti e, comunque, sono sempre stato duro di comprendonio.>>

            Così dicendo, Iron Man bombarda Firebrand di colpi vibrati con i suoi pugni e con ogni arma della sua armatura, mentre sotto di loro gli abitanti di Seattle possono solo chiedersi chi vincerà.

 

 

4.

 

 

            Una corsa contro il tempo è questo che è e Tony ne è dolorosamente consapevole. Eliminare la lava non serve a molto, se non può neutralizzare Firebrand, Ha già un’idea di come riuscirci. Ci aveva pensato all’epoca del loro primo scontro, ma non aveva mai avuto l’occasione di metterla in pratica, ora deve realizzare concretamente quel congegno e deve farlo usando le risorse della Baintronics di Seattle, un luogo in cui non è certo visto di buon occhio. Tony è certo che se Sunset Bain fosse sicura di potersela cavare, non esisterebbe a dare ordine di far sparire definitivamente sia lui che Ramona Napier per poi impadronirsi dei piani del congegno che sta progettando, ma non oserà farlo con gli occhi del mondo puntati su quest’installazione, anzi, farà del suo meglio per aiutarlo, sfruttando la pubblicità positiva. Ci sono delle volte in cui Tony si domanda come abbia potuto essere così ingenuo da farsi coinvolgere da quella donna. D’accordo: aveva vent’anni e per molti versi era ancora ingenuo con le donne e lei era più anziana e così seducente. Lo usò cinicamente e poi lo gettò via come una scarpa vecchia. Uno psicologo concluderebbe forse che quest’esperienza ha contribuito a creare intorno al cuore di Tony una sorta di corazza protettiva che alla fine gli ha impedito di avere relazioni solide e durature con le donne, ma Tony non si preoccupa di questo ora, almeno non coscientemente. Deve finire il suo lavoro e vincere anche questa battaglia. Ed ormai è ad un passo dal riuscirci, lo sa.

 

            Altrove un uomo sorride soddisfatto

-Molto bene.- mormora tra se –Ho aspettato anche troppo, è ora che mi unisca alla lotta e comincerò neutralizzando proprio il complesso industriale Baintronics, dove il mio vecchio rivale Tony Stark sta studiando un’arma per distruggere il mio prezioso alleato. Quell’imbecille di Firebrand mi serve ancora e quindi devo avere quell’arma prima che sia usata.-

            L’uomo si muove sino a raggiungere una specie di veicolo e vi sale sopra, poi aziona i comandi.

 

            Firebrand è davvero un nemico notevole, quasi imbattibile, pensa l’uomo nell’armatura di Iron Man. Quella specie di esoscheletro che indossa non solo serve a contenere la sua energia ed a convogliarla all’esterno nei modi desiderati, ma può anche mutare forma, adattandosi all’avversario ed assumendo la forma di combattimento più adatta. Finora Iron Man non è riuscito a mettere a segno un solo colpo decisivo. Un momento, se non ha capito male senza quell’esoscheletro a tenerlo insieme Firebrand non sarebbe capace di contenere le energie di cui ora è composto, quindi, la chiave per sconfiggerlo potrebbe proprio distruggere l’esoscheletro. Ma a ripensarci, chi può dire cosa succederebbe se Firebrand esplodesse nei cieli di Seattle? E se l’energia liberata fosse troppo intensa e distruggesse Seattle con la violenza di una piccola atomica? Troppo rischioso da verificare, almeno in un luogo abitato. Al diavolo, si dice Carl Walker, lui non è uno sprovveduto qualunque, stava per conseguire il Dottorato in Fisica Applicata, se invece di usare la forza bruta provasse ad usare il cervello, forse riuscirebbe a trovare una soluzione.

            Improvvisamente una voce nota risuona direttamente nel suo comunicatore senza essere udita all’esterno.

<<Iron Man, mi senti? Qui è Tony Stark.>>

            Lo ha chiamato Iron Man e non Carl, segno che la comunicazione non è protetta. Prima di rispondere Carl, si accerta che sia inserito il filtro alteratore della voce

<<Forte e chiaro capo, dimmi tutto

<<Devi venire immediatamente alla Baintronics e portati dietro Firebrand con qualunque mezzo.>>

<<Nulla di più facile, vedrai che mi starà più attaccato di un cane ad un osso.>>

            Appena finito di parlare Carl spara una raffica di repulsori contro Firebrand spingendolo indietro, poi vola via, verso la direzione opposta

-Ah, non credevo che fossi un tale codardo, ma non mi sfuggirai facilmente: ti farò a pezzi e li esporrò come un trofeo.-

            Questi supercriminali megalomani sono tutti uguali, pensa Carl Walker, anche io facevo discorsi così idioti quando ero Forza? Meglio non pensarci e teniamo le distanze, sperando che Stark abbia davvero un buon piano.

 

 

 

5.

 

 

            Questo, forse, non è il momento più adatto, ma noi ci trasferiamo per un po’ a New York per seguire un membro del nostro cast che abbiamo un po’ trascurato ultimamente. Il suo nome è Bethany Cabe e si possono dire molte cose di lei, tra cui che è una donna di carattere. Le bizzarrie del fato l’hanno portata a ricoprire il ruolo di Responsabile della Sicurezza per il Gruppo REvolution. Non è la prima volta che le capita di svolgere questo ruolo per una società posseduta da Tony Stark: l’aveva già fatto per breve tempo per le Stark Enterprises, prima che diventassero Stark-Fujikawa. Curioso che adesso proprio la sua vecchia socia Ling McPherson sia il capo della Sicurezza alla S-F ed è curioso che non abbiano ancora avuto modo di incontrarsi da quando Bethany è tornata a New York. Ma in fondo è meglio così, Lei è non è più la stessa Beth, è una Beth diversa ora e forse dovrebbe lasciarsi alle spalle il passato.

-Disturbo?-

            La voce spezza la sua concentrazione, Beth salva il lavoro che stava facendo e mette il computer in stand by. La nuova arrivata è Rae Lacoste, Vicepresidente per le Relazioni Esterne e fidanzata dell’attuale capo della REvolution, Jim Rhodes.

-Niente affatto.- risponde Beth –Che posso fare per lei, Miss Lacoste?-

-innanzitutto chiamarmi Rae come fanno tutti… Beth. Non ho mai amato le formalità e poi… noi ex ragazze di Tony Stark dovremmo essere solidali, credo.-

-Uhm. si. Ultimamente ne circolano parecchie da queste parti, hai notato?-

-Succede con uno come Tony, ma non mi riguarda ormai, dopotutto sono felicemente fidanzata.-

-Nervosa per l’imminente matrimonio?-

-Non lo confesserei mai, ma sì e parecchio. Tu dovresti capirmi, se non sbaglio sei stata sposata, vero?-

            Bethany tace come assorta in chissà quali pensieri, poi risponde:

-Si, ma preferirei non parlarne, è stata un’esperienza da dimenticare.-

-Mi spiace. Non volevo essere indelicata, sono stata sciocca.-

-No, no. È solo che… certe cose appartengono al passato e nel passato è meglio che rimangano. Ora preferisco guardare al futuro.

 

            Ok, avete aspettato anche troppo a lungo è ora che tutti i nodi vengano al pettine. Da dove vogliamo cominciare? Forse da Iron Man inseguito da Firebrand e che è finalmente giunto alla sede della Baintronics dove lo attende un impaziente Tony Stark? Forse, ma forse è meglio prima soffermarci su uno spettatore interessato, ovvero al nostro misterioso uomo che ha scatenato Firebrand su Seattle, un uomo che dalla sua macchina volante osserva i suoi avversari.

-Semplicemente perfetto.- mormora tra se –Stavolta non solo distruggerò Iron Man, ma eliminerò contemporaneamente anche Tony Stark e con un po’ di fortuna Firebrand farà il lavoro sporco per me.

            E l’uomo in costume sorride di soddisfazione.

 

            L’uomo nell’armatura di Iron Man punta dritto su un particolare edificio, poi, come se ci ripensasse, si volta e lancia una scarica di uniraggio verso Firebrand. Il suo avversario si limita ad assorbirla ridendo:

-Cosa credevi di fare stupido? Posso sopportare i tuoi ridicoli attacchi, ma tu… tu non sei niente di fronte al mio pieno potere. Questo gioco mi ha stancato, ti ridurrò in cenere!-

            Mentre parla, Firebrand spedisce una scarica di lava contro Iron Man che sfonda la parete dietro di lui e piomba nell’edificio.dove Firebrand lo segue

--Fonderò ogni tuo stupido pezzo di latta e poi ridurrò in cenere questo covo di corruzione.-

<<Parli come un predicatore pazzo di un film serie B, amico.>> ribatte Carl Walker <<Avresti bisogno di qualcuno che ti scrivesse dei dialoghi decenti.-

-Adesso basta! Io ti…-

-Tu non farai niente Firebrand, non farai più del male a nessuno.-

            Tony Stark esce da dietro un angolo, con in mano un congegno di cui preme un pulsante. Subito l’esoscheletro di Firebrand si riconfigura, stringendosi contro la figura bruciante che si dibatte come in una camicia di forza.

-Cosa… cosa mi hai fatto?-

-Un trucchetto da niente.- risponde Tony avvicinandosi a lui. –Già una volta avevo decifrato i codici di funzionamento del tuo esoscheletro, lo stesso che i tuoi cosiddetti amici della Spada Fiammante avevano predisposto per tenerti sotto controllo.-

-Maledetto, ma riuscirò a liberarmi.-

-Si, forse ce la faresti, presto o tardi, ma questo trucco serve solo a darmi il tempo di usare quest’altro trucco.-

            Così dicendo, Tony applica un congegno all’esoscheletro  di Firebrand e subito accade qualcosa.

-Cosa… cosa mi stai facendo? Fermo, fermoo!-

-Ti ho semplicemente applicato un congegno che assorbe la tua energia in eccesso, in parole povere, ti sta spegnendo, possiamo dire.- risponde Tony.

            Ma Firebrand non lo sta più ascoltando, lo shock del cambiamento lo ha fatto crollare svenuto.

<<Ce l’hai fatta Tony, l’hai sconfitto.>> esclama Iron Man.

-No, l’abbiamo sconfitto insieme, non ci sarei mai riuscito senza di te. Non avrei mai potuto avvicinarmi abbastanza da bloccarlo quanto bastava.-

<<Molto interessante, peccato che non abbiate sconfitto me.>>

            I due uomini e la dottoressa Napier appena arrivata si voltano verso la fonte della voce e Tony Stark esclama:

-Magma!-

 

            La voce arriva ancora una volta attraverso l’altoparlante del veicolo volante del supercriminale:

<<Sorpreso di rivedermi Stark? Scommetto che mi credevi ancora in prigione,[5] ma non è facile tenere imprigionato il genio di Jonathan Darque.>>

-Diciamo pure il tuo monumentale ego, Darque. Che cosa vuoi stavolta?

-Oh, il solito: morte, distruzione ed un sacco di soldi. Quell’imbecille di Firebrand non immaginava che mentre si scatenava su Seattle io avevo modificato il suo esoscheletro in modo che immagazzinasse parte della sua energia e la trasferisse ai miei macchinari. Ora ho abbastanza energia da far sorgere nell’area di Seattle  un nuovo vulcano e dopo che avrò dimostrato la mia potenza nessuno oserà disconoscere il mio genio o rifiutare le mie richieste.>>

<<Amico, ti hanno mai detto che sei matto come un cavallo?>> gli si rivolge Carl Walker

<<Il pazzo sei tu, se speri di poterti opporre a me.>> replica  Magma e spara col suo cannone lavico un getto che prende Iron Man in pieno

<<Ci hai provato amico, ma ti è andata male, ora io… >>

<<Ora tu non farai niente, a parte morire…>>

<<La sai una cosa, amico? Sono sinceramente stufo delle frasi fatte di voi supercriminali.>>

            La voce ha lo stesso tono elettronico, ma ha un timbro più duro, perché appartiene ad un nuovo arrivato: il guerriero  noto come War Machine.

 

 

6.

 

 

            La figura nera ed argento resta ferma in aria fronteggiando il veicolo di Magma.

<<Cosa? Che ci fai tu qui?>>esclama Darque.

<<Se davvero pensavi che contro una minaccia come Firebrand, Stark non avrebbe chiesto aiuto, allora non lo conosci quanto credi.>>.Ribatte War Machine <<Ci ho messo un po’ ad arrivare dalla Costa Est, ma ce l’ho fatta appena in tempo, sembra.>>

<<No! Non mi fermerai.>>

<<Risposta sbagliata, Darque!>> i cannoncini  sulle spalle di War Machine sparano due granate che centrano in pieno la nave di Magma, ma mentre il velivolo cade, il suo occupante si leva in volo.

-Maledetti!- urla –Ma non mi avete ancora sconfitto.-

<<Ne sei davvero certo?>> è Iron Man a parlare <<Non ti lasceremo scappare, giusto War Machine?>>

<<Proprio così. Allora Magma, ti arredi senza lottare oppure…. Lo ammetto: preferirei che scegliessi “oppure…”>>

            La resistenza di Magma è risoluta: il suo cannoncino lavico Spara contro i suoi avversari, ma contro i due avversari in armatura è tutto inutile. Il pugno d’acciaio di War Machine distrugge la sua arma e l’uomo di nome Jonathan Darque si trova la maschera di War Machine a pochi centimetri dal suo volto.

<<Amico, per rispondere a questa caçç# d’emergenza ho dovuto lasciar perdere delle cose a cui tenevo molto e sorbirmi un dannato viaggio da costa a costa e puoi credermi se ti dico che sono molto arrabbiato.>>

            Pochi istanti dopo Magma impara a sue spese che non è salutare far arrabbiare War Machine.

 

            Ok i malvagi sono neutralizzati e nelle mani delle autorità. Tutto a posto, giusto? Sbagliato: vi eravate dimenticati della lava che continua a devastare il centro di Seattle? Beh, Tony non l’ha fatto, come dimostra questa scena che sta avvenendo in un hangar del complesso Baintronics.

-Vi presento Persefone 3, l’ultimo modello di un veicolo studiato per operare nel cuore stesso della Terra. Lo speciale materiale che lo riveste, un derivato dell’adamantio, è in grado di resistere alle spaventose pressioni ed al tremendo calore del Centro della Terra, per usare una frase ad effetto. La sua cabina, perfettamente schermata, è in grado di ospitare un equipaggio di tre persone.-

<<Grazie per il depliant informativo, amico.>> dice War Machine <<Ora, però, che ne dici di illustrarci il tuo piano?>>

-Il mio piano?- replica Tony –Molto semplice: useremo questo congegno per aprire un nuovo canale di scolo sotterraneo per la lava e la devieremo tutta lì.-

<<Ho la spiacevole sensazione di sapere a chi toccherà il compito di scavare i canali di convogliamento in superficie.>> è il sarcastico commento di War Machine.

-Nemmeno il mio compito sarà facile.- ribatte Tony –Sarò io alla guida della Persefone ed userò i suoi strumenti per trivellare nei punti giusti.-

-Ed io verrò con te.- proclama Ramona Napier.

-Cosa? Ma non…-

-Risparmiami la solita solfa sui pericoli del caso.- taglia corto Ramona –Sono io l’esperta del settore e solo io posso dirti come e dove operare perché la tua idea riesca. Non ci sono discussioni.-

            Tony alza le spalle rassegnato, poi….

Ok signori… e signora… mettiamoci al lavoro.-

            Per loro fortuna questa è la parte più facile, per cose dire.. Il viaggio di Persefone 3 scorre liscio come l’olio e grazie all’opera di assistenza di Iron Man e War Machine, l’opera di deviazione riesce senza troppi intoppi.

<<E anche questa è fatta.>> commenta, infine, Carl Walker <<Se non ti dispiace puoi dire a Stark che non voglio aver a che fare con queste cose per un bel po’.>>

<<Ti capisco.>> gli risponde War Machine <<Comunque, credimi, te la sei cavata bene.>>

<<Grazie, mi dispiace di non essere stato capace di intervenire prima che ci fossero troppi morti o feriti e tutta questa devastazione. Il che mi fa pensare: chi rimetterà a posto le cose qui?>>

<<Non mi preoccuperei per questo. Non mi stupirei se Morgan Stark ed il suo staff fossero già al lavoro per far aggiudicare gli appalti per la riparazioni dei danni a qualche impresa edile della Stark-Fujikawa..>>

<<E così, alla fine qualcuno ci guadagnerà da questa morte e distruzione, non è affatto un pensiero consolante.>>

<<È così che va la vita, fratello, purtroppo.>>

 

            Alcune ore più tardi, all’Harborview Medical Center, Tony si è recato a far visita a Happy Hogan. Le sue condizioni sono stazionarie: è sempre in coma. Dev’esserci una maledizione su chi mi conosce, pensa Tony, prima o poi accade loro qualcosa di brutto. Eppure stavolta non è accaduto in una missione come Iron Man, Happy ha rischiato la vita in un impulso di generosità puro e semplice. Quel testone non ha mai riflettuto molto se una cosa poteva essere pericolosa: se andava fatta la faceva ed al diavolo le conseguenze, come quella volta in cui lo conobbe, non potrà mai dimenticarla. Tony sarebbe morto se Happy, incurante delle conseguenze, non si fosse gettato dentro la sua auto in fiamme e non l’avesse portato fuori prima che l’auto esplodesse.[6]

-Mi ha salvato la vita.-

            A parlare è stata Roxanne Gilbert. Tony se la trova davanti già pronta per lasciare l’ospedale.

-Se la caverà?- gli chiede la donna.

-Si, credo di si. È forte come un toro ed altrettanto testardo. Non morirà tanto facilmente. Non appena i medici diranno che è trasportabile lo farò portare a New York.- una pausa, poi… -Mi dispiace, Roxie, che ci siamo rivisti proprio in queste circostanze.-

-Lascia perdere, Tony: è andata come doveva andare, tutto qui. Le nostre strade s’incroceranno ancora, ne sono convinta… e probabilmente ci troveremo su campi avversi.-

-È quasi sempre stato così da che ricordo. Ci piacevamo, ma avevamo idee troppo diverse su tante cose.-

-Già… beh auguro buona fortuna a te ed al tuo amico. Addio Tony.-

            All’altro capo del corridoio una figura osserva i due che parlano. Non indagheremo sui pensieri che passano per la testa di Rumiko Fujikawa, anche lei dimessa dall’ospedale oggi, forse pensa al modo in cui è finita la sua relazione con Tony Stark o forse no. Scrolla la testa e si dirige all’uscita. Ci sono tante cose da fare, pensa, più importanti che pensare al passato. Il suo cellulare squilla e lei risponde

            La vita continua.

 

 

7.

 

 

            Sede della Stark-Fujikawa a Flushing, Queens, o Long Island, se preferite. Ci sono cose che si fanno malvolentieri e Morgan Stark, Presidente della società che porta il suo nome, non avrebbe difficoltà ad ammettere che questa è una di quelle circostanze. Il ragazzo davanti a lui, ad esempio, non è che gli stia esattamente simpatico, ma non è che abbia molta importanza, ahimè. Il suo nome è Philip Grant, ma nell’ambiente degli hacker informatici è noto solo come Corvo. Si dà il caso che poche settimane fa si sia scoperto che è anche figlio di Tony Stark, il cugino di Morgan e che, quindi, appartiene alla famiglia. Osservandolo, squadrando i suoi capelli ritti, la maglietta sdrucita, la pelle pallida di chi sta quasi sempre al chiuso, Morgan Storce la bocca, eppure…

-A quanto pare, siamo parenti, ragazzo.- gli dice.

-Così dicono Mr. Stark. Pare che gli esami del DNA non mentano.- è il commento di Philip Grant.

.Uhm, già. Beh, quello che voglio sapere da te è: da che parte sta la tua lealtà? Perché se pensi di non doverla a questa società, non rimarrai qui un minuto di più del tempo che ti ci vuole a raccattare le tue cose.-

-Non c’è nulla di cui preoccuparsi, Tony Stark potrà anche essere mio padre, ma è un semplice accidente biologico, io sono sempre lo stesso e non ho motivo di cambiare.-

-Molto bene, allora possiamo andare oltre. Come dicevo prima, ora tutti sanno che sei uno Stark e quindi sarai trattato di conseguenza. Da oggi il tuo titolo ufficiale sarà di: Capo Tecnico Informatico con conseguente consistente aumento di stipendio. Risponderai direttamente a Miss Sunset Bain..-

-Interessante.- dice il giovane ammiccando verso la donna, seduta lì accanto. –A Miss Bain sta bene?

-Certamente.- risponde Sunset –Domani ti voglio nel mio ufficio alle nove e parleremo dei tuoi nuovi compiti.-

E se ti è possibile…- interviene Morgan -…vedi di vestirti in modo più consono ad un dirigente di questa società… o almeno comprati una maglietta pulita.-

-Ah, questo non credo di poterlo promettere, sono molto affezionato al mio look … cugino Morgan.-

            Così dicendo, Philip Grant, detto il Corvo, esce dall’ufficio senza dare agli altri due il tempo di replicare.

 

            Sede della Fondazione Maria Stark, dove troviamo il Presidente del Consiglio dei Fiduciari, Tony Stark a colloquio con Rebecca Bergier.direttore della Sezione Diritti Umani.

-E così…- sta dicendo Tony -… in attesa che Happy si riprenda dalle sue ferite, ho pensato di nominarla Direttore Esecutivo ad Interim della Fondazione fino a che Happy non sarà in grado di tornare al suo posto.

-Io… non so cosa dire…- dice, apparentemente confusa, Rebecca

-Basta che dica solo si.-

-Cosa le fa pensare che meriti la sua fiducia, Mr. Stark? Lei non mi conosce dopotutto.-

-Ma Jim Rhodes invece sì e metterebbe la mano sul fuoco per ciò che riguarda la sua integrità ed onestà ed anche Happy ha sempre parlato bene di lei. E se a preoccuparla è la questione della sua omosessualità, allora smetta di preoccuparsi e se qualcuno fa storie, lo mandi all’Inferno anche da parte mia.-

-Io.. grazie, accetto.-

            Le mani si stringono e Rebecca si chiede cosa ne penserà la sua donna, India Queen, quando lo verrà sapere. 

 

            Qualche tempo dopo, in un attico di Manhattan, l’uomo di nome King risponde al telefono

-Molto bene, mia cara, sono ottime notizie. L’incidente di Seattle ci ha fornito l’occasione perfetta.-

            L’uomo riappende il telefono quando entra Justine Hammer

-Buone notizie?- chiede la donna –Questioni d’affari?-

-In parte si, ma è presto per parlarne ed ora, mia cara Justine, dobbiamo occuparci dei nostri affari in comune. Vedo che hai indossato un gran bell’abito il migliore per la nostra conferenza stampa, vieni, andiamo a scuotere il mondo della finanza.-

 

 

8.

 

 

            Panoramica di uno schermo TV

>>Ed ora, per le notizie di Economia… Il Giudice Fallimentare del Distretto Sud dello Stato Fallimentare ha reso noti i risultati della ristrutturazione della Roxxon Oil, dopo che, qualche tempo fa, questa società era stata messa in Amministrazione Controllata a seguito dei recenti scandali, culminati con l’arresto dei suoi maggiori dirigenti per vari reati, tra cui anche omicidio. La procedura è stata insolitamente veloce, potremmo dire che gli sciacalli si sono avventati sul cadavere ancora caldo, ma sarebbe di cattivo gusto. In pratica tutte le attività considerate non strategiche della Roxxon sono state cedute, ciò che è rimasto è una società più snella il cui oggetto è l’estrazione, raffinazione e commercializzazione del petrolio e derivati, nonché degli idrocarburi in genere, oltre che alla ricerca e sviluppo di fonti alternative di energia. La nuova Roxxon Oil conta nel suo Consiglio dei Direttori molti nomi importanti del mondo della Finanza e dell’Industria, nonché eminenti personalità, tra cui citiamo Tony Stark, già Presidente del REvolution Group e Janet Van Dyne, meglio nota come la supereroina Wasp, nonché altri nomi prestigiosi provenienti da vari settori del mondo. In questo momento sono riuniti per nominare il Presidente della nuova Roxxon. Il favorito sembra essere…>>

 

            Sala delle Riunioni del Consiglio dei Direttori della Roxxon Oil. Se avessero detto a Tony Stark che un giorno avrebbe presieduto una riunione proprio in questa sala dove molte volte sono stati preparati piani contro di lui, non ci avrebbe creduto, ma è così. In fondo non è stato difficile convincere il Giudice che lui ed i suoi soci erano gli unici a poter salvare la Roxxon dal fallimento. Non che avrebbe avuto grossi scrupoli a vederla affondare, ma non sarebbe stato giusto nei confronti di tutti coloro che avevano sempre lavorato per la Roxxon inconsapevoli dei piani criminali dei suoi dirigenti. Con un po’ di fortuna la società, depurata della sua parte peggiore, si riprenderà ed il ricollocamento del titolo in borsa ripagherà tutti dello sforzo fatto. Ora resta solo la formalità di nominare l’uomo giusto per guidare la società e ce n’è solo uno a cui ha pensato.

-Io vi ringrazio signori.- dice Arthur Dearborn –Non sono, però sicuro di essere l’uomo adatto per questo lavoro. In passato sono stato molto ingenuo nei confronti dei mie vecchi datori di lavoro. Non ho mai voluto credere che la Roxxon fosse marcia ed i fatti mi hanno dolorosamente smentito.-

-Ti sbagli Arthur.- gli replica Tony –Tu sei proprio ciò di cui la Roxxon ha bisogno un presidente la cui integrità ed onestà siano senza macchia, uno che vigilerà che questa società non devii dalla retta via, uno come te, insomma.-

-Io.. cercherò di essere degno dell’onore che mi offrite.-

            La votazione è breve ed Arthur Dearborn è eletto facilmente Presidente, poi il Consiglio si scioglie e Tony corre via. C’è una conferenza stampa a cui vuole assistere: gli è stato preannunciato che sarà molto importante anche per lui e la curiosità è sempre stata una molla potente per Tony Stark

 

            Il luogo è un ampio salone di uno dei più prestigiosi hotels di Manhattan. Tutto è pronto per la conferenza stampa del più misterioso finanziere dai tempi di Howard Hughes o, per restare a tempi più recenti, di Harold Howard. Sul podio, come su alcuni cartelloni, vi sono dei drappi scuri a coprire qualcosa. Dietro ai posti riservati alla stampa ci sono i posti riservati ad invitati eccellenti, praticamente il Gotha dell’industria e della finanza americane e non solo. Tra i presenti è possibile riconoscere: Tony Stark, accompagnato da Pepper Potts; James Rhodes, Vice Presidente Esecutivo della REvolution; Morgan Stark, Rumiko Fujikawa e Sunset Bain della Stark-Fujikawa; Dwayne Taylor e Andrew Chord della Fondazione Taylor; Daniel Rand e Joy Meachum della Rand-Meachum; Norman Osborn e Liz Alle Osborn della Oscorp; il finanziere britannico Justin Hammer e molti altri. Il brusio delle loro chiacchiere cessa quando sul podio sale una donna ancor giovane dai capelli neri attraversati da una ciocca bianca, la quale si presenta:

-Per coloro che non mi conoscono ancora, io sono Justine Hammer ed il mio ruolo come Vicepresidente delle Hammer Inc., la compagnia di mio padre, non è stato mai molto pubblicizzato, ma credo che questo cambierà tra non molto. La Hammer Inc., infatti, ha formato una joint venture con un altro partner, fondando una nuova compagnia, che ha rilevato le attività chimiche della Roxxon Oil, ma sui particolari di questo lascerò parlare colui che ha avuto l'idea e che è anche il maggior azionista della nuova società. Mi ha chiesto di non dire il suo nome ed il nome della nuova società, poiché vuol farlo lui stesso, perdonate queste sue fisime: Ora lascio a lui la parola.-

            Justine si sposta dal podio, mentre da una porticina laterale entra un uomo dell’apparente età di 35 anni, capelli biondi e barbetta appena accennata con indosso un elegante gessato scuro su una camicia perfettamente bianca e cravatta in tinta. Mentre lui percorre il breve tragitto verso il palco, Tony Stark ha un moto di sorpresa.

-Che succede Tony?- gli chiede Pepper –Lo hai riconosciuto?-

-Temo di si.-

            “Temo” un verbo significativo, pensa Pepper.

-Buongiorno signori.- comincia l’uomo –Non so quanti di voi mi conoscono, la mia faccia è, di certo, comparsa più spesso sulle cronache mondane che in quelle finanziarie, ma vi garantisco che questo è destinato a cambiare. Innanzitutto, voglio informarvi ufficialmente che attraverso una delle mie società finanziarie ho acquisito il controllo del 28% della Stark-Fujikawa e del 35% della REvolution, quote pari a quelle di controllo delle suddette società; inoltre i mie agenti di borsa hanno avuto mandato per lanciare un Offerta Pubblica d’Acquisto per il restante capitale ad un prezzo doppio di quello della chiusura di mercato di Wall Street in data di oggi.- l’uomo ignora le reazioni suscitate dal suo annuncio, ma lancia un’occhiata ammiccante verso Tony e Morgan Stark.

            E così sei stato tu a crearmi guai negli ultimi mesi eh? Pensa Tony, ma ora che sei venuto allo scoperto, come posso batterti?

            Intanto, terminata la pausa ad effetto, l’uomo che fino ad ora abbiamo conosciuto come Mr. King continua il suo discorso:

-Ma ora veniamo all’altro oggetto di quest’incontro: la nascita di una nuova società di cui avrò il pacchetto di maggioranza insieme alle imprese Hammer e di cui sarò il Presidente, mentre Miss Justine Hammer mi affiancherà come Vice Presidente. Una società che, ne sono certo, diventerà leader nel settore della chimica in tutte le sue branche di applicazione…- ad un suo gesto alcuni addetti strappano i veli al palco ed ai cartelloni, mostrando il logo della nuova società su cui campeggia una A … -... ma vogliate scusarmi, non mi sono presentato a coloro che non mi conoscono: il mio nome è Tiberius Stone e sono lieto di presentarvi la Alchemax Incorporated..-

            E senza perdere il suo sorriso l’uomo chiamato Tiberius Stone comincia a rispondere alle domande dei reporters.

 

 

FINE PARTE SECONDA

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Ed ecco terminata anche questa breve avventura che ci ha dato modo di rivedere alcuni personaggi assenti da qualche tempo, ma ora spazio ad un pò di note:

1)       Magma, alias Jonathan Darque, non dev’essere confuso con l’omonima mutante, già membro dei Nuovi Mutanti (Anche perché Darque, come vi sarete certo accorti, è un uomo -_^): è uno di quei supercriminali di secondo piano che ha contato poche uscite nelle quali è sempre stato regolarmente sconfitto.  Ha debuttato su Marvel Team Up Vol !° #110 (UR, Corno 2° Serie, #57)

2)       Quanto è avvenuto in quest’episodio non rimarrà senza conseguenze per i protagonisti. Abbiamo già visto la prima: Rebecca Bergier è stata posta a capo della Fondazione Stark, ma tutti ignorano che la giovane amante di Rebecca, la misteriosa ed ambigua India Queen è un’agente di Mr. King alias Tiberius Stone, a proposito del quale…

3)       Tiberius Stone è una creazione di Frank Tieri & Alitha Martinez su Iron Man Vol 3° #37 (Iron Man & i Vendicatori #67), non appartenenti alla continuity Marvelit. Questo è, pertanto, il suo debutto nel nostro universo narrativo. Il suo ruolo sarà un po’ diverso da quello della sua controparte Marvel, sia come comportamento, che come motivazioni, ma ne saprete di più nei prossimi episodi. Qualcuno di voi si chiederà: ma c’era davvero bisogno di introdurre una pessima creazione di un pessimo scrittore di Iron Man nell’Universo Marvelit? A dirla tutta, non ho resistito alla tentazione, anche a causa del nuovo elemento introdotto in questa storia.

4)       Alchemax, il nome non vi suona nuovo? Ma certo che no. Nel futuro cosiddetto 2099 gioca un ruolo importante specie nella vita dell’Uomo Ragno di quella linea temporale. Nel 2009 a capo della Alchemax c’è un tale Tyler Stone. Qui ed oggi avete visto la nascita di quella società; nel bene, ma soprattutto nel male. Ed ora, se avete voglia di insultarmi, sapete l’indirizzo a cui inviare gli insulti.

Nel prossimo episodio: viene nominato il nuovo Presidente della REvolution, ma Tiberius Stone deve dire la sua, mentre Iron Man e War Machine avranno i loro problemi con avversari inaspettati e Tony Stark si trova alle prese anche con guai di natura familiare.

 

 

Carlo



[1] Gary Gilbert, il fratello di Roxie, era l’originale Firebrand,

[2] Come? Non ve ne ricordate? Ma se è stato solo due numeri fa (per non parlare dei due precedenti)? Vergognatevi e correte a rileggerli! -_^

[3] Nemmeno noi sappiamo dove sono, ma se voi, come noi siete interessati alle vicende dei Vendicatori della Costa Ovest, sappiate che presto potrete leggerne nuove avventure sulla loro serie personale (Un Carlo sempre più informativo -_^)

[4] Ovviamente è accaduto in Iron Man #26/27 e dove, se no?

[5] Dov’era finito al termine di Prowler #8

[6] È accaduto tanto, tanto tempo fa, su Tales of Suspense #45 (Devil, Corno, #29)